‘Che mi vengono i brividi ogni volta.

Ce la fai, deglutisci e me lo chiedi, me lo chiedi con quell’atteggiamento che hai ormai da mesi, da donna ferita, da donna che non ci cade più, eppure ti vedo, sei titubante e se a volte stai per crollare non è per lo stress e nemmeno per la stanchezza come dici spesso: è perché ti senti sola.
Me lo chiedi, mi chiedi che cos’è l’amore per me, e lo fai con aria di sfida, quasi fosse una colpa amare, quasi fossi una criminale, quasi ti dovessi dimostrare di essere innocente, in qualche modo.
Lo so cosa ti aspetti da me, dall’eterna romantica, dalla bambina perennemente innamorata, sempre fin troppo dolce.

Lo so.
Ti aspetti che ti dica che è voler stare con qualcuno di giorno e di notte, che è il tempo a rendere un amore veramente grande, che chi ama non se ne va, che l’amore vero rende felici e non fa male, che poi arriva quello giusto e cambia tutto, e sembra tutto possibile.
Lo so, vorresti quasi che ti rispondessi così per sentirti meglio.
Penseresti che sono una povera illusa e, una volta a casa, nel tuo letto, ti addormenteresti tranquilla, detentrice di una verità di cui solo tu e pochi altri siete venuti a conoscenza.
No.
Mi dispiace.
Ti darò un’altra verità, stasera. Una che forse sta bene insieme alla tua, una che non me lo puoi proprio dire che “non è vera”, perché è vera, e di sicuro te ne accorgerai, ascoltandola.
Per me l’amore è un secondo, un no, un sì, un sogno, una parola sola.
Per me l’amore può finire, e finisce, e non per questo è meno amore di tanti altri amori che continuano.
Per me l’amore è il prima, quando ancora non sei innamorato ma ci speri tanto, di trovare qualcuno a cui raccontare tutto, ma proprio tutto.
E’ quando non sei amato, ma nonostante questo ami fino a non poterne più, sempre che sia possibile; è quando dai un bacio e mentre lo dai riesci a pensare solo a una cosa:
“non smettere, non smettere, non smettere di baciarmi. Mai più”.
E’ quando fai sesso, e con sesso intendo “sesso” con la persona che ami, e poi lui ti accarezza con tutta la dolcezza di cui è capace. E’ quando dai il tuo numero a qualcuno, e poi torni a casa e chiami la tua amica e sei euforica, perché ci speri che finalmente lui, questo lui, sia il tuo qualcuno.
Per me l’amore è quando è lunedì mattina e vorresti solo tornare a letto e poi però vedi due occhi che non avevi mai visto e ti si riattiva il sangue nelle vene, o ricominci a sentirlo scorrere.
E’ un mai più, una promessa tacita con noi stesse. “Con lui mai più”. E’ quando poi “mai più” diventa “ci sono cascata di nuovo” e ci colpevolizziamo, ma in realtà non aspettavamo altro che una sua telefonata.
E’ quando guardi una persona e non provi più niente, ma sai che stai per scappare, che stai per liberarla e per liberarti, che non scendi a compromessi, che vuoi ancora “sentire”, che non è ancora arrivato il momento di arrendersi o di accontentarsi e che forse non arriverà mai.
E’ quando una tua amica scoppia in lacrime perché lui gli manca, gli manca troppo e tu piangi con lei.
Per me l’amore è quando qualcuno è lì lì per tradire e poi, due secondi prima di farlo, si tira indietro.
A volte è squallido.
A volte se ne va, ma chi l’ha detta quella stronzata che chi ama resta?
L’amore è come una bella giornata che ci capita in mezzo a mille giornate di merda, e non risolve mica i problemi, e non ci cambia mica il lavoro, o la vita, o la casa, o la famiglia.
A volte l’amore va male perché tutto il resto va male, e non ci si fa. E ci si lascia, ci si perde e poi-a volte-ci si ritrova.
E non ci credo a quelli che sono sempre per mano, che sorridono sempre: anche loro si sono persi, anche loro si perderanno.
Per me l’amore allora è questo, è ritrovarsi dopo essersi persi.
E’ una promessa di tanti anni prima, che continui a sognare, a volte.
E’ un sì strappato prima di entrare in casa:
“Ci rivediamo?” “Sì” e ci passi la notte sveglio e non capisci più niente e la vuoi solo rivedere, lo vuoi solo rivedere.
E’ un attimo, un solo attimo completamente perfetto. La perfezione non esiste, dirai tu, ma gli attimi perfetti sì.
E sono quelli che ti migliorano la vita o te la rovinano o semplicemente, ti fanno venir voglia di vivere ancora per vedere se ce ne sono altri da parte per te, di attimi così. Attimi che poi ci ripensi e ti ricordi un sole luminosissimo o una pioggia quasi profumata di fiori e una primavera come non se ne vedevano da tempo, coloratissima, e un mare più trasparente, e poi lui com’era bello e in quell’attimo andava tutto, tutto, tutto, tutto bene.
No? Non ti è mai successo?
Non scherzare e non fare quella faccia, la faccia offesa, quella che vorrebbe dire che ho esagerato, che non importava tirare fuori le notti sveglie ad aspettare e il mare e i baci che vorresti non finissero mai.
Dovevo, perché ti voglio bene.
Dovevo, perché che l’amore non esiste non me lo puoi dire.
Non a me. Non a me.
E poi lo so che lo sai, che ho ragione io. (MSCMIURIC)

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Si stupiscono se per un attimo sembro quasi depressa, e l’attimo dopo faccio una battuta demenziale e ci rido da sola per venti minuti.
Si stupiscono perché ho paura di volare e poi non ho paura d’amare.
“Tu sei instabile” dicono.
Non è normale che tu possa piangere così tanto e subito dopo ridere così forte, come se le risa ti partissero dallo stomaco, come se davvero ridessi di gusto.
Non è possibile che tu scriva cose tristi e poi sia sempre così allegra.
E guarda come ti vesti: tutti quei jeans e quei maglioni e poi ci butti lì un braccialetto strano, quasi a dire che non sei così “classica”, che non sei solo quello che sembri. Ma come mai?
Si stupiscono e mi fanno paura, perché è mai possibile che una persona possa essere solo in un modo?
Io non voglio una definizione precisa.
Io sono una depressa contenta.
Sono una ragazza tristemente allegra.
Sono una canzone rock nella sua versione acustica, addolcita.
Piango tanto e rido tanto, mi piace sentire tutto: il bene, ma anche il male.
Non mi nascondo, ma vorrei essere invisibile.
Mi nascondo, ma vorrei essere trovata.
Sono sincera, se mi pare, con chi lo merita.
Sono bugiarda, se mi pare, con chi lo merita.
Non stupitevi, sono una e sono tante e nessuna me mi va a genio.
Fino a che non capita il giorno in cui mi amo da morire, e allora lì non ce n’è per nessuno.
Non stupitevi, è solo che io lo so che per sopravvivere ogni tanto c’è da volare e ogni tanto c’è da toccare il fondo, lo so che toccare il fondo è inevitabile, e anche indispensabile.
E’ che sono triste, ma anche felice.
Non stupitevi, sono leggermente pesante.
Sono una pietra che è stata lanciata in aria, sono quella pietra quando arriva su, su, su e poi comincia a ricadere giù.
Non sono strana,
vorrei esserlo, 
vorrei essere diversa,
migliore,
di più,
ma sono uguale a voi che mi guardate male.
Siamo tutti uguali, tutti nella merda o-dipende da come lo guardi-in un campo appena concimato che si riempirà di fiori e di frutti.Immagine

Caro diario,

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In 19 anni ho amato una sola volta con ogni fibra e ogni nervo del mio corpo.

Ho amato come se ogni giorno fosse l’ultimo, l’ho amato quando avevo paura delle conseguenze e quando non m’interessavano; ti ho amato quando eravamo al mare in pieno marzo e mi baciavi a piedi nudi sulla spiaggia, ti ho amato quando ero gelosa e quando mettevo una maglietta scollata ‘che lo fossi tu.

Ti ho amato quando avevamo il mondo contro, quando volevano farci credere che il nostro amore fosse una cosa sporca, immorale, sbagliata, ti ho amato quando facevamo l’amore, quando mi hai presentata a tua madre, quando ti ho presentata alla mia, quando le tue nipoti mi hanno chiamata per la prima volta “zia” e mi sentivo parte di qualcosa di più grande di me: te.

Ti ho amato quando ogni momento era buono per baciarsi, per amarsi, quando eri lontano in paesi stranieri, quando tornavi e mi portavi una valigia piena di regali per dimostrarmi quanto mi avevi pensata, quanto mi pensavi sempre; ti ho amato quando per la prima volta abbiamo dormito insieme tutta la notte, quando ci nascondevamo da tutti, quando hai cucinato le trofie al pesto.

Ti ho amato che ancora non sapevo di amarti, ti ho amato e -per la prima volta- mi sono lasciata amare.

E dopo tutto questo amore, mi ritrovo con un cuore ferito in una mano e un fazzoletto bagnato nell’altra.

 

 

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Perché prima di scrivere ‘ mi manchi ‘, bisogna odiarsi un po’, bisogna riconoscersi nel giusto e poi capire di non poterci vivere da soli. Perché le cose giuste portano sempre a vincere un bel pacco regalo di solitudine, di riflessione, di pause, di enorme vuoto. E allora come si fa? Si scappa anche da questo? Ci si convince che sia il meglio per me e per te? La verità è che la ragione non ti scalderà le mani quando hai freddo, non ti sgriderà quando camminerai troppo vicino al fuoco, non sarà mai pronta a rimboccarti le coperte e chiederti se sei davvero felice. Ma forse è l’unica che dovremmo farci bastare, ognuno la sua. Oppure prenderla buttarla da qualche parte e tornare a stringerci più forte. L’unica domanda da farsi è, sono davvero così forte per avere ragione?

Cara Babi,

Se stai amando così, come amavo io, stai sbagliando.
Se stai amando come se non esistesse domani, se stai pensando “ok, lo chiamo un’altra volta, che male potrà mai fare?”, se stai amando come se amare fosse tutto, stai sbagliando.
E posso immaginare le tue lamentele:
“ma che stai dicendo? Non esiste un modo giusto o sbagliato!Io lo amo e basta”,
Ma non è vero, e lo sai anche tu. Solo che non ti piace ammetterlo.
Dimmi se non è vero che quando ti compri un vestito nuovo pensi se gli piacerà.
Dimmi se non è vero che se ti telefona tardi, anche se dovresti dormire perché devi svegliarti presto, stai al telefono finché non ti si chiudono gli occhi.
E da quanto tempo non stai da sola? Da quanto tempo non ti dedichi a qualcosa che abbia a che fare soltanto con te?
Lo so che non vuoi sentirtelo dire, ma così non va.
Un pezzo di te a cui aggrapparti lo devi sempre tenere da parte.
Se stai amando così, che se gli senti dire che vorrebbe fare un viaggio ti senti male, stai sbagliando.
Se stai amando così, che ti viene da impazzire ogni volta che lui non ti tocca, e lo guardi e lo fissi ma niente, lui non ti sente, stai sbagliando.
E stai in silenzio, io ti conosco. Non urli nemmeno, per paura di infastidirlo.
Non ti guarda, e taci.
Non ti cerca, e taci.
Non fate l’amore, e taci.
Guarda un’altra, e taci.
Non ci sei più. Quella che eri non esiste più. 
Sei solo una cosa, sei solo innamorata.
Il fatto è che una persona innamorata può essere un sacco di altre cose nello stesso momento. Te lo puoi permettere.
Puoi essere innamorata e incazzata, innamorata e stanca, innamorata e in forma, innamorata e coraggiosa, innamorata e noiosa, innamorata e te stessa.
Adesso dimmi che non è vero che ci sono stati almeno tre film al cinema che avresti voluto vedere ma non hai visto perché a lui non piacevano, e tu non potevi rinunciare a una delle vostre serate?
Dimmi che leggi tutti i libri che leggevi prima, di notte, e la notte non la passi a scrivergli bigliettini sdolcinati.
A me piace l’amore, mi fa impazzire, ma tu-a questo punto-mi fai star male.
Lo sai che puoi mandarlo a cagare, a volte? Lo sai che se non ti senti abbastanza amata lo puoi dire? Lo sai che se ogni tanto lo lasci solo lui ti sarà immensamente grato? Lo sai che stai sbagliando?
Se lo ami così, come se i suoi occhi fossero il mare e tu una bambina appena nata che non ha mai visto niente, stai sbagliando.
Ricordati di te.
Non dico sempre.
Non dico spesso.
Ricordati che prima di essere innamorata, sei stata tante altre cose, tutte altrettanto meravigliose.

Buonanotte mondo…

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Oggi ti scrivo così, come se fossi un diario…

Caro diario,

finirà questo inverno?

Ho salutato il 2012 con una grandissima speranza in questo nuovo anno, credendo che qualcosa sarebbe cambiato, facendo pochi ma buoni propositi che sto cercando di mantenere tuttora, pregando che la situazione migliorasse.

Avevo dimenticato però che per quanto io mi sforzi, per quanto possa crederci o provarci le persone non cambiano.

Lei rimarrà sempre quella che si diverte a sputare sulla gente perchè non ha il coraggio di guardarsi allo specchio.

E tu, che sarai per sempre l’amore della mia vita -nonostante tutto-, pur di farmi soffrire non mi allontanerai mai troppo da te.

Sta diventando un inverno infinito… Tornerà mai la primavera o continuerò ad essere profondamente infelice?

Immagine“Non è stato il tuo sguardo vuoto mentre mi salutavi, le ultime volte.
Non sono stati quei baci sfuggenti e nemmeno la scarsa voglia di parlare di te.
Non è stata la tua mancanza ripetuta, non è stato quando mi hai detto che forse avevi voglia di innamorarti di più.
E’ stato quando ho iniziato a piangere e tu sei rimasto fermo.
Non avresti mica dovuto fare tanto, non avresti mica dovuto tornare sui tuoi passi, ma forse avresti potuto prendermi una mano, avresti potuto dirmi che-per quanto male mi facesse-non sarei morta.
Invece volevi andare via, lo percepivo. Percepivo l’indifferenza, che strano. Come avrò potuto sentire il vuoto ancora non lo so.
Io soffrivo, soffrivo per te, e tu non vedevi l’ora di andarti a bere una birra.
E va bene, ci sta, lo so, ma è così strano che chi smette di amarti, talvolta, smetta anche di volerti bene.”